Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPrint this pageEmail this to someone

Intervento del premier Conte al Parlamento Europeo. Conte ha affermato che «la politica europea, di fronte a una crisi economica senza precedenti, si è ritratta impaurita al di qua della fredda grammatica delle procedure, finendo col perdere progressivamente il contatto con il suo popolo e rendendo sempre più incolmabile la distanza, che non è solo geografica, tra Bruxelles e le tante periferie del Continente. La politica ha rinunciato alla sua funzione legittimante e rappresentativa, apparendo – agli occhi dei cittadini – distante e “oligarchica Il progressivo avanzamento nel percorso di integrazione ci ha reso realmente popolo, comunità di destino, al di là di ogni fictio giuridica? Certo, il percorso di definizione e di costruzione di un “popolo europeo” ha vissuto momenti significativi di avanzamento. Nonostante tutto però, non siamo riusciti ancora a diventare veramente un “popolo”, non abbiamo avuto il coraggio di costruire un modello inclusivo che, realisticamente, al di là di ogni retorica, favorisse la creazione di un demos europeo».

«Nessuno Stato Membro europeo può da solo giocare un ruolo significativo. Di qui l’auspicio che una voce europea unita trovi spazio anche al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. È una battaglia, questa, su cui l’Unione Europea deve muoversi in modo coordinato, deve parlare con una sola voce. L’Unione Europea deve saper parlare al mondo. Un’Europa forte, ambiziosa e coesa è innanzitutto necessaria per migliorare la sua capacità d’interlocuzione con gli Stati Uniti. L’inadeguata e insufficiente solidarietà all’interno dell’Ue spiega anche perché l’Europa fatichi e tardi ad essere più equa e sociale. La nuova legislatura europea deve perseguire con maggiore decisione e come urgente priorità la lotta contro la disoccupazione e il sostegno alla crescita. La “governance” economica Ue deve tenere conto dell’esigenza di bilanciare crescita e stabilità”, sottolinea il capo del governo. Di fronte allo scempio di vite umane dobbiamo combattere tutti insieme una lotta senza quartiere ai trafficanti. Smettiamo di rimanere divisi, cedendo a logiche nazionaliste o regionaliste, e cerchiamo di mettere in pratica un’autentica solidarietà. La proposta di riforma del Regolamento di Dublino, approvata a novembre del 2017, non è sostenibile nell’attuale Ue. Prevale, purtroppo, l’indisponibilità della maggioranza degli Stati a partecipare ad una obbligatoria, ha sottolineato infine Conte.

E ha annunciato che ad aprile il Presidente Juncker verrà in Italia.

Fonte: www.tweetimprese.com

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPrint this pageEmail this to someone