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Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Firenze: “Noi in prima fila!”

L’avevamo detto, le liberalizzazioni degli ultimi anni e soprattutto quelle più recenti di Monti non avrebbero fatto bene al commercio né, tantomeno ai nostri centri storici, in primis le città d’Arte. Dopo qualche anno possiamo dire, seppure a malincuore, d’averci pienamente azzeccato.

I risultati delle più selvagge liberalizzazioni d’Europa (A Parigi e Berlino la GDO apre h24? Non credo..) sono adesso sotto gli occhi di tutti: la totale assenza di regole e vincoli su aperture e orari attività, ha, di fatto stravolto l’aspetto delle nostre città, e tra esse, male dei mali, anche Firenze. Anzi più Firenze (ma anche Venezia e Roma) di altre realtà metropolitane, con la sorprendente presenza, solo nel capoluogo toscano, di oltre  260 minimarket in Centro!

 

 

 

Il mix, mortale, tra la rendita del “caro affitti” e deregulation del commercio ha fatto in modo che, in pochi anni, le attività tradizionali e storiche del commercio e dell’artigianato siano state espulse dal tessuto economico e commerciale del centro, e soppiantate da attività in franchising, fast food, minimarket, venditori vari di souvenir, spesso non solo di dubbia qualità ma anche di cattivo gusto. Ormai in centro, le attività moda plurimarca, ma anche quelle alimentari (macellerie, pescherie, ortofrutta) sono in via di estinzione, e solo i due grandi mercati coperti di San Lorenzo e Sant’Ambrogio continuano a svolgere una importantissimo servizio di approvvigionamento food anche per le fasce più anziane della popolazione.

Non ce ne siamo forse accorti, ma ormai Firenze, da un punto di vista squisitamente commerciale, ha, (almeno in alcuni settori) lo stesso formato “standard” di Toronto, Bruxelles, Amsterdam. Ciò vale sicuramente per i Grandi marchi moda, tecnologia, food, mentre per fortuna nei settori ristorazione e turismo prevale ancora una certa dose di “fiorentinità”. Ma comunque piaccia o meno, questo è il trend e fa bene il Sindaco Nardella ad intervenire a gamba tesa.

La battaglia del “Primo cittadino” è comunque tutt’altro che semplice: ”le magnifiche sorti e progressive” sembrano andare in un’altra direzione, e con esse, anche certi ormai collaudati meccanismi di tutela normativa. Sicuramente Palazzo Vecchio avrà bisogno di alleati e “compagni di viaggio”. Il percorso sarà duro, accidentato, irto di ostacoli, come sempre accade quando nel nostro paese si vogliono fare cose giuste ed intelligenti.

Ecco, noi, in rappresentanza delle Pmi commercio e turismo ci saremo, e con noi, spero, anche tutti coloro che vogliono bene a Firenze!

 

 

 

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