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Nel 2018 i 28 Paesi membri dell’Unione europea hanno garantito la protezione internazionale a quasi 333.400 richiedenti asilo, con un calo del 40% rispetto all’anno precedente. La Germania ha concesso il numero più alto di protezioni, 139.600, seguita dall’Italia (47.900) e dalla Francia (41.400).

I cittadini della Siria, secondo i dati diffusi dall’Eurostat, hanno ottenuto il maggior numero di protezioni, con 96.100 persone che hanno ricevuto lo status di rifugiato o altre forme di tutela, pari al 29% del totale. Il 70% dei siriani hanno ottenuto lo status di rifugiati dalla Germania. Seguono i cittadini dell’Afghanistan (53.500, il 16%) e dell’Iraq (24.600, il 7%). Fra le altre nazionalità si segnalano Nigeria ed Eritrea (4%), Somalia, Pakistan e Iran (3%) e Turchia e Bangladesh (2%). Inoltre gli Stati membri hanno reinsediato più di 24.800 profughi.

Tra tutte le persone a cui è stato concesso lo status di protezione nel 2018 nell’Unione europea a 163.800 cittadini stranieri è stato riconosciuto lo status di rifugiato (il 49% di tutte le decisioni positive), a 100.300 è stata concessa la protezione sussidiaria (30%) e a 69.300 il permesso di soggiorno per motivi umanitari motivi (21%). La quota di decisioni positive tra il numero totale di decisioni, secondo i dati dell’Eurostat, è stata del 37% per quelle di prima istanza, mentre per le decisioni finali in appello è stata del 38%. In Italia le decisioni positive sono state rispettivamente del 32% e del 40%.

MOAVERO – «Risponderemo formalmente alla lettera del ministro Enzo Moavero Milanesi in cui chiede un piano d’urgenza nel caso di un possibile flusso di migranti dalla Libia, ma è importante ricordare che non è la Commissione europea l”ostacolo per trovare il giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà per la gestione dei migranti. Sarebbe meglio che indirizzasse la lettera agli Stati membri». Così Mina Andreeva, portavoce della Commissione europea. Ci si chiede a questo punto quale sia il ruolo e l’utilità dell’Ue, se non serve neppure a questo.

MIGRANTI, MOVIMENTI VIETATI – «Non commento le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini, e per quanto riguarda le cifre, sta alle autorità italiane darle. Ma vogliamo ricordare che i movimenti secondari da uno Stato membro verso un altro non sono permessi dal diritto europeo, e che abbiamo fatto a più riprese appello ai Paesi affinché prendessero misure per prevenire il fenomeno». Così Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue per la Migrazione, a chi chiede dell”ultima cifra diffusa dal Viminale sui migranti irregolari in Italia. «Le nostre raccomandazioni riguardavano in generale tutti gli Stati membri. Detto questo, in passato, ne abbiamo fatte di specifiche all’Italia», ha aggiunto Bertaud, sollecitata dalle domande. Tra le misure indicate nelle raccomandazioni per evitare i movimenti secondari, la portavoce ha ricordato ad esempio la necessità di aumentare il numero dei rimpatri, ed ha sottolineato che evitare i movimenti secondari dei migranti tra i Paesi Ue era uno degli obiettivi a cui mirava la riforma dell’asilo, rimasta ostaggio dei veti incrociati dei Paesi membri.

Fonte: www.tweetimprese.com

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