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E’ ufficiale: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la nuova legge sulla letiggima difesa, fortemente voluta dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Una legge che porta modifiche al codice penale e non solo. Mattarella, contestualmente, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Giuuseppe Conte, alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati e al presidente della Camera, Roberto Fico., dove afferma che il provvedimento «non indebolisce il ruolo dello Stato sul tema della sicurezza», ma fa alcune puntuali ossservazioni nel merito.

«Ho promulgato in data odierna (26 aprile, ndr) la legge recante ‘Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa – si legge nel testo della missiva -. Il provvedimento si propone di ampliare il regime di non punibilità a favore di chi reagisce legittimamente a un’offesa ingiusta, realizzata all’interno del domicilio e dei luoghi ad esso assimilati, il cui fondamento costituzionale è rappresentato
dall’esistenza di una condizione di necessità. Va preliminarmente sottolineato che la nuova normativa non indebolisce né attenua – rimarca il Capo dello Stato – la primaria ed esclusiva responsabilità dello Stato nella tutela della incolumità e della sicurezza dei cittadini, esercitata e assicurata attraverso l’azione generosa ed efficace delle Forze di Polizia. L’art.2 della legge, modificando l’art.55 del codice penale, attribuisce rilievo decisivo ‘allo stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto: è evidente – sottolinea il Presidente della Repubblica – che la nuova normativa presuppone, in senso conforme alla Costituzione, una portata obiettiva del grave turbamento e che questo sia effettivamente determinato dalla concreta situazione in cui si manifesta».

Quindi la lettera del Capo dello Stato così prosegue: «Devo rilevare che l’articolo 8 della legge stabilisce che, nei procedimenti penali nei quali venga loro riconosciuta la legittima difesa domiciliare, le spese del giudizio per le persone interessate siano poste a carico dello Stato, mentre analoga previsione non è contemplata per le ipotesi di legittima difesa in luoghi diversi dal domicilio. Segnalo, infine, che l’articolo 3 della legge in esame subordina al risarcimento del danno la possibilità di concedere la sospensione condizionale della pena, nel caso di condanna per furto in appartamento o per furto con strappo ma che lo stesso non è previsto per il delitto di rapina. Un trattamento differenziato tra i due reati non è ragionevole poiché – come indicato dalla Corte costituzionale, nella sentenza n. 125 del 2016 – gli indici di pericolosità che possono ravvisarsi nel furto con strappo si rinvengono, incrementati, anche nella rapina».

Ernesto Giusti

Fonte: www.tweetimprese.com

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