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Linea attendista in casa 5 Stelle, in vista delle consultazioni al Quirinale di domani. Oggi lo stato maggiore pentastellato si è trincerato dietro una sorta di silenzio stampa, preferendo attendere l’esito dei colloqui tenuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’obiettivo di sciogliere l’intricato nodo della crisi.

“In queste ore riceviamo appelli da più parti”, fa sapere il Movimento in una nota, ribadendo “a tutte le forze politiche” di essere “il primo partito in Parlamento, con una propria maggioranza relativa”. A Montecitorio il capo politico Luigi Di Maio ha tenuto le sue ‘consultazioni’ con i capigruppo Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli e i referenti grillini nelle Commissioni parlamentari.

“E’ stata fatta una ricognizione di tutte le proposte che si stavano per approvare prima della follia di Salvini di far saltare il governo”, si legge sul Blog delle Stelle, che avverte: “Chi ha aperto questa crisi buttando tutto all’aria pagherà un caro prezzo”.

Riders, aziende in crisi, militari, inquinamento, scuola, pesca, agricoltura, salario minimo, acqua pubblica: questi
alcuni dei temi toccati nel corso degli incontri. Una sorta di schema di programma ‘del futuro’, abbozzato “anche nell’ottica di eventuali elezioni anticipate”, spiega un esponente del Movimento.

Nessuna risposta ufficiale, per ora, ai 5 punti indicati dal segretario del Pd Nicola Zingaretti come base per un accordo coi pentastellati. “Sono annunci, vanno declinati. Bisogna capire se Zingaretti è in grado di proporre a Mattarella una visione sostenibile o è in balia di Matteo Renzi”, il commento di Stefano Buffagni.

“Quei 5 punti sono tutto e niente – gli fa eco, parlando con l’Adnkronos, una fonte parlamentare di primo piano -, quello sulla democrazia rappresentativa poteva essere declinato meglio…”. La stessa fonte ribadisce come il Movimento intenda aspettare la voce del Capo dello Stato prima di compiere precipitose fughe in avanti.

Fonte: www.tweetimprese.com

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