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Non è intervenuto in aula, nè si è fermato a parlare con i cronisti. Nessuna dichiarazione pubblica, insomma, oggi per Matteo Renzi. Ma sulle possibili mosse dell’ex-premier oggi a palazzo Madama si discuteva molto tra i dem. L’indiscrezione sull’offerta di succedere a Paolo Gentiloni alla presidenza Pd, oggi veniva smentita sia dal Nazareno che in area renziana. Mentre sulla possibilità che l’ex-segretario possa dare vita a gruppi autonomi, l’eventualità non viene smentita. Ma non sarebbe cosa di oggi.

I tempi insomma non sarebbero maturi per un’operazione, si spiega, se verrà concretizzata dovrebbe avere le caratteristiche di una
“separazione consensuale” senza uno svuotamento dei gruppi dem e sotto forma di un allargamento, intanto, del perimetro della maggioranza raccogliendo esponenti centristi, moderati, magari provenienti da Forza Italia. Al Senato si sussurra già il nome dell’azzurro toscano Mallegni. Del resto visto che si va verso una legge proporzionale, i movimenti potrebbero essere molti e riguardare non solo Renzi e il Pd.

Oggi Renzi ha avuto un lungo colloquio con il capodelegazione dem a palazzo Chigi, Dario Franceschini, che tra le altre cose sta mettendo a punto la squadra di circa 20 sottosegretari che spetteranno al Pd. Franceschini riunirà nel fine settimana a Cortona la componente Areadem. Tra gli ospiti oltre ai ministri Paola De Micheli e Lorenzo Guerini, anche il neocommissario agli Affari economici Ue, Paolo Gentiloni.

Fonte: www.tweetimprese.com

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