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Vincenzo Montella, al di là delle parole di circostanza, è consapevole di giocarsi un pezzo di conferma sulla panchina della Fiorentina nelle prossime due partite: contro la Juve e a Bergamo con l’Atalanta. Per questo dice subito che lui e la Fiorentina andranno a caccia della grande impresa contro i bianconeri. E inquadra subito l’ostacolo parlando ci cifre: «I bianconeri – dice – negli ultimi otto anni hanno perso solo l’8-9% delle partite, pareggiandone il 17%, di conseguenza ne hannp vinte il 65-70%. Quindi sono una fuoriserie, vanno sempre a mille all’ora, però io credo che dalle partite impossibili, come può sembrare questa, possano nascere le grandi storie e le grandi emozioni. Quindi penso che dobbiamo
mettere in campo qualsiasi forma di energia e di convinzione, oltre che la tecnica, per rivivere queste emozioni e per scrivere l’inizio della nostra storia. Il ritorno di Sarri in panchina? Gli faccio l’augurio di bentornato, fa piacere ritrovarsi sul campo. Nella mia breve carriera ci siamo incrociati spesso, e abbiamo legami anche fuori dal campo. Quanto credo alla vittoria contro la Juventus? Ho la massima della convinzione perchè è già successo, perchè può succedere, perchè con la mentalità da mettere in campo devi fare il possibile perchè si realizzi». Il problema? La Fiorentina deve preoccuparsi molto della fase difensiva: ha subìto 6 gol in due partite. Sarà difficile frenare la Juve stellare di Cristiano Ronaldo, Higuain e l’imprendibile Douglas Costa. Però vale la pena provarci. Con la massima concentrazione.

MONTELLA – A chi ha chiesto quale sia il suo stato d’animo in avvicinamento alla gara, Montella ha risposto: «Io sono motivato, fiducioso, ho voglia di lavorare. Finalmente lo posso fare con tutta la rosa al completo da quest’oggi, visto che Pedro ieri ancora non si era allenato in gruppo. Oggi inizia la nostra storia, domani vogliamo scrivere la nostra storia e far sì che cominci il nostro campionato in termini di punti e di continuità di prestazione». Nel frattempo sono bastate due sconfitte, affinchè piu’ di qualcuno abbia ipotizzato, durante la sosta del campionato, un possibile esonero dello stesso Montella in caso di nuovi ko fra la Juve in casa e la trasferta contro l’Atalanta. Ogni allenatore viene giudicato in base ai risultati, so che è così e lo
accetto nella maniera più reale possibile. Chiedo di lavorare, ancora non ho iniziato a farlo. Sono sereno per quanto è possibile. Sento grandissima
fiducia da parte della società perche’ ci parliamo continuamente. Per me sarebbe folle un esonero, perchè non ce ne sarebbe motivo. Abbiamo iniziato adesso, abbiamo cambiato 18 calciatori, e questo vuol dire che la società pensava che la squadra dovesse essere cambiata, l’ha fatto e con i tempi che il mercato permetteva, e sono molto sereno, sento la fiducia totale della società».

RIBERY – Il tecnico viola ha svelato poco circa la probabile formazione anti Juventus, anche se una certezza c’e’. Francky Ribery «sta bene, non so se abbia la tenuta dei novanta minuti però ha dimostrato di star bene, ha lavorato bene questa settimana e contro il Perugia è rimasto in campo più di quello che pensassi io e di quello che pensasse lui. Ha voglia, è un giocatore forte, e fino a prova contraria, se non ci saranno defezioni notturne, facendo i dovuti scongiuri, giocherà. La sfida fra numeri 7 di Fiorentina e Juve? Ronaldo e Ribery giocano più o meno nella stessa posizione, sono due stravincenti e quindi la loro sarà una partita nella partita anche se non credo che per forza loro due saranno i calciatori in grado di risolvere la gara. Chi in attacco contro la Juve? Abbiamo giocatori con caratteristiche diverse. Ho tanta scelta: si può mettere uno dall’inizio, o in corsa. Sicuramente nella prima partita ci ha dato grossi vantaggi chi e’ subentrato». E giocherà sicuramente Chiesa: «Federico lo vedo felice. Da quando sono tornato alla Fiorentina, in campionato, non ha mai segnato e mi auguro che lo faccia contro la Juve».

SARRI – Torna in panchina, Maurizio Sarri, e lo fa a circa 30 minuti da casa sua (abita a Vaggio, al confine fra le province di Firenze e Arezzo). Archiviata la polmonite, il tecnico si prepara a fare il suo debutto in una gara ufficiale come allenatore della Juventus e lo farà domani al Franchi, stadio dove due anni fa, alla guida del Napoli, ci lasciò uno scudetto. Ma anche uno stadio che ha vissuto sulla pelle fin da piccolo: «Mia nonna abitava in piazza Alberti, a 500 metri dallo stadio, in famiglia erano tutti viola. Ho mille ricordi di quello stadio, ma in questo momento riesco a vedere solo l’ultimo: lì ho perso uno scudetto e ora ho bisogno di sostituirlo con un ricordo positivo». Sarri non si considera all’esordio in campionato sulla panchina juventina, perchè «sono stato sempre molto coinvolto anche nel periodo della polmonite, è fondamentale tornare vicino ai giocatori. Per un allenatore partecipare agli allenamenti e andare in panchina è la vita. E’ chiaro che non è semplice rimanere fuori e ringrazio lo staff medico che mi ha coccolato per 20 giorni. Mi hanno fatto capire che era meglio fare un passo indietro per non farne uno lungo dopo». Fiorentina-Juventus arriva dopo la sosta in cui c’è stato anche il delicato momento della scelta della lista Champions. Sarri ha spiegato: «E’ stata una scelta da fare, ma è chiaro che non mi faccia piacere perchè sono coinvolti due giocatori (Emre Can e Mandzukic) importantissimi. Ciò vuol dire che abbiamo una rosa di grandi giocatori, in cui solo un giocatore è indispensabile». Lo sfogo pubblico di Emre Can per l’esclusione è stato capito da Sarri: «Quando un giocatore subisce una scelta così forte è chiaro che ci sia un aspetto professionale su cui posso essere in disaccordo, ma bisogna anche tenere conto dell’aspetto emozionale, bisogna lasciare il giocatore decantare e poi affrontarlo quando la situazione sarà più serena». Incombe anche la Champions, ma per Sarri le prime scelte sono mirate a fare bene a Firenze: «In questo momento penso al campionato e da domani sera cominceremo a pensare alla Coppa. Siamo in una fase in cui la squadra deve trovare un’identità e un livello di organizzazione forte. Le rotazioni nel giro di 10 giorni diventeranno indispensabili, ma nella prima fase ho cercato di dare un’identità che ci garantisse qualcosa in più. Sul campo dobbiamo combattere le difficoltà che abbiamo visto che tanti giocatori negli ultimi mesi hanno giocato pochissimo, vedi Khedira, Ramsey, Rabiot». Conclusione? La Juve è quel che è, cioè una squadra super attrezzata in ogni reparto. La Fiorentina deve stare attenta a non commettere errori in difesa. Per affidarsi a Chiesa, che deve dimostrare di aver ritrovato se stesso dopo le faccine delle ultime settimane, e a Ribery, anche lui impegnato a far vedere qualcosa: cioè di essere un vecchio campione, ma non un campione vecchio.

Ernesto Giusti

Probabili formazioni

FIORENTINA (4-3-3): Dragowski; Lirola, Milenkovic, Pezzella, Dalbert; Pulgar, Badelj, Castrovilli; Chiesa, Boateng (Sottil), Ribery. All.: Vincenzo Montella

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Rabiot; Douglas Costa, Higuain, Ronaldo. All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Irrati (Pistoia)

Fonte: www.tweetimprese.com

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