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Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Firenze: “Ci siamo difesi anche con il “catenaccio”, adesso ripartire si può.”
I dati (finalmente positivi) dell’Osservatorio Economico Confesercenti

Negli anni del disastro economico perso oltre il 18% di fatturato. Saldi, cauto ottimismo.

Per la prima volta negli ultimi 7 anni i piccoli imprenditori del commercio, turismo, servizi del nostro territorio possono trascorrere le festività natalizie con un po’ di serenità in più rispetto alle turbolenze degli anni della “Grande Crisi”.

 

 

 

Il peggio è passato, e, dopo un periodo di enormi difficoltà, anche questa tipologia di imprese, da sempre l’ultima a rimettersi in moto dopo grandi periodi di depressione economica, sembra essere ripartita. Lo certifica l’Osservatorio Economico Confesercenti, che, stando all’analisi del campione di Imprese selezionato in Piazza Pier Vettori, registra finalmente con il terzo trimestre 2015 (per la prima volta dal 2007), un aumento di fatturato del 2,43%.

Buone in particolare le performance di intimo e merceria, ottica, elettrodomestici, telefonia, bar, ristoranti, commercio su area pubblica, turismo. Restano invece al palo altri settori tradizionali, da tempo in sofferenza, che sembra abbiano maggiori difficoltà ad intercettare la “ripresina” (giocattoli, librerie, ambulanti alimentari ). Da segnalare, dopo 7 anni di crisi nerissima i primi segnali positivi che sembrano giungere dalle imprese dettaglio abbigliamento uomo, donna, bambino, calzature.

Un segnale, quest’ultimo, di grande importanza, a pochi giorni dall’inizio dei saldi invernali, previsto per il prossimo 5 Gennaio”, commenta Nico Gronchi Presidente Confesercenti Firenze. Ma aldilà delle performance delle singole tipologie commerciali “il turismo si conferma vero e proprio traino della  ripresa, anche se il settore, soprattutto a Firenze, soffre le problematiche proprie di una crescita fuori controllo.”

Nel food ormai si può mangiare quasi ad ogni numero civico del centro storico (e non sempre regna la qualità), mentre nel ricettivo il boom degli appartamenti privati in affitto (oltre 8500!) ha avuto come diretta conseguenza una caduta verticale del prezzo medio del soggiorno”, continua Gronchi.

E’ vero, stiamo finalmente uscendo dal tunnel, lo dicono, in modo inconfutabile i dati, ma questa inversione di tendenza non può farci dimenticare quanto avvenuto negli anni della crisi, durante i quali abbiamo incredibilmente perso quasi 1/4 del nostro fatturato complessivo. Un vero e proprio Tsunami, con ricadute gravissime in termini di occupazione, mortalità di imprese, depauperizzazione del territorio. Calcoli e previsioni economiche alla mano, quanto abbiamo perso potrà essere parzialmente recuperato non prima di 4-5 anni, naturalmente in assenza di ulteriori fenomeni di caduta verticale dell’economia globale.
C’è stata una sorta di selezione naturale, ma facendo ricorso ad una sorta di metafora calcistica possiamo dire che le imprese, anche facendo “catenaccio”, sono comunque rimaste in partita negli ultimi, lunghissimi anni del disastro economico. Sappiamo che la sfida si giocherà principalmente nei centri storici ed urbani, – conclude Gronchi e anche approfittando del fatto che, finalmente, la frequentazione di questi luoghi sembra far parte di un nuovo “way of life”, possiamo sen’altro ripartire in contropiede, programmando nuovi investimenti e mettendo in campo nuovi eventi e progetti”.

 

 

 

 

 

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