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Nuovo colpo di scena sull’omicidio di Marco Vannini, il giovane ucciso nel 2015 mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli, sul litorale romano. Dopo la decisione della Cassazione di un processo bis per tutta la famiglia Ciontoli, il ministro Alfonso Bonafede ha avviato un’azione disciplinare contro Alessandra D’Amore, allora pm di Civitavecchia titolare dell’inchiesta. Per il Guardasigilli «indagini superficiali hanno danneggiato i parenti della vittima».

Come riporta Il Messaggero, il ministro della Giustizia valuterebbe superficiali le indagini sulla morte di Vannini tanto da aver arrecato «un ingiusto danno ai genitori del ragazzo». Ad esempio, la villa dei Ciontoli, dove si consumò il delitto, non fu mai posta sotto sequestro. Non venne neppure usato il luminol per evidenziare la presenza di eventuali tracce ematiche sulla scena del crimine. Inoltre i carabinieri non sentirono nemmeno tutti i vicini di casa Ciontoli. Il pm D’Amore, intanto, avrebbe già chiesto di essere ascoltato da chi di competenza.

Fonte: www.tweetimprese.com

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