Progetti pilota

In questa piattaforma intendiamo analizzare, in chiave moderna, le trasformazioni del commercio e delle diverse forme di aggregazione tra imprese  sviluppatesi negli ultimi dieci anni, all’interno delle dinamiche del tessuto urbano delle principali città italiane e europee.

Un’analisi doverosa e necessaria, frutto del lavoro di studiosi esperti della materia, che ha permesso di elaborare un percorso progettuale concreto da attuare nella città di Campi Bisenzio, individuata come luogo opportuno ove sperimentare un tale programma, per la dinamicità delle proprie peculiarità sociali, associative, istituzionali, commerciali. Un vero e proprio laboratorio di idee e di confronto tra i principali attori pubblici e privati concretizzatosi nella predisposizione di un Progetto Pilota. L’intero lavoro svolto rappresenta una inedita proposta strategica di grande respiro che Confesercenti Firenze intende mettere a disposizione delle imprese e delle Istituzioni pubbliche e che individua, come perno centrale della sua iniziativa, l’integrazione tra soggetti diversi operanti nell’ambito urbano delle città, affinché la governance di un Centro Urbano divenga non solo efficace ma possibile. Entro questo piano di lavoro, il ruolo della parte pubblica è determinante, così come è altrettanto determinante il ruolo di tutti gli altri principali attori privati (associazioni, fondazioni, soggetti economici, ecc.), cioè di tutte le componenti attive della vita cittadina, siano esse sociali, culturali, economiche.

Quale che sia la veste del soggetto chiamato a gestire le politiche, in questa sede genericamente indicato come “nuovo soggetto giuridico”, e le iniziative di riqualificazione e sviluppo del Centro Urbano, è indispensabile la presenza e il ruolo attivo dell’Amministrazione Comunale al suo interno. Sviluppare una idea di città, un disegno del Centro Urbano come vorremmo che fosse significa porsi il tema dell’offerta di funzioni e di servizi, sia pubblici che privati, che questo offre o meglio, che dovrebbe offrire. Richiede di affrontare con forza il tema delle proprietà immobiliari da coinvolgere sia sotto l’aspetto di contribuzione finanziaria al miglior funzionamento del CCN che sotto l’aspetto della programmazione economica, ipotizzando una fattiva collaborazione nella commercializzazione dei fondi commerciali sfitti. La presenza forte dell’ ente pubblico all’interno del nuovo soggetto giuridico che dovrà attuare le azioni di promozione e di marketing territoriale rappresenta un vero e proprio salto di qualità. Un ruolo non più di supporto esterno a soggetti autonomi ma perfettamente integrato in un nuovo soggetto pubblico privato. Tutto questo però richiede che sia affrontata e risolta la questione centrale delle risorse. Questo ha rappresentato il principale fattore di crisi dei Centri Commerciali Naturali per come li abbiamo conosciuti finora, condizionandone spesso in negativo la possibilità di assumere una conduzione ispirata a criteri manageriali e non semplicemente volontaristici. Anche qui occorre dare vita a un assetto che consenta stabilità e auto sostenibilità finanziaria al soggetto chiamato a operare per lo sviluppo urbano.

Pensiamo, in particolare, alle possibilità di finanziamento derivanti dalla gestione o all’utilizzo di beni e/o servizi pubblici, all’utilizzo di nuove tecnologie per la costruzione di strumenti di comunicazione e promozione, a nuove opportunità commerciali all’interno dei contesti urbani. Ci sono poi grandi opportunità che derivano dalle nuove tecnologie e che le nuove aggregazioni di impresa potranno e dovranno sfruttare a fondo; si può vendere, fare promozione, condividere informazioni e progetti direttamente in rete, si possono costruire strategie e strumenti per le imprese e per i “city users”, si possono costruire piazze virtuali e farle interagire con le vere piazze delle nostre città. Più in generale però, emerge con forza il tema delle risorse pubbliche destinate a sostenere interventi infrastrutturali mirati alla riqualificazione dei Centri Urbani. Occorre un salto di qualità puntando alla costruzione di una sinergia tra pubblico e privato, tra soggetti economici, sociali e culturali, da un lato, e la parte pubblica, dall’altro, per giungere a concretizzare progetti integrati di riqualificazione urbana.

In questo senso il ruolo della Regione è fondamentale sul piano della costruzione di una nuova cornice normativa che sia capace di svolgere una funzione di supporto e indirizzo, ripercorrendo una strada già battuta e proficua, nel metodo e nel merito, quando circa venti anni fa sono state gettate le basi per la definizione dei Centri Commerciali Naturali. Il tema delle risorse è indubbiamente centrale anche in direzione di una strutturazione manageriale delle attività del nuovo soggetto giuridico che si ipotizza di creare. Innalzare la qualità delle azioni di promozione, marketing territoriale, animazione e gestione di servizi, richiede di dotarsi di specifiche figure professionali con competenze adeguate allo scopo. La stabilizzazione economica e finanziaria, da un lato, e la possibilità di agire su territori omogenei più vasti delle singole realtà urbane, può consentire di giungere a compiere questo decisivo salto di qualità. Anche in questo contesto il ruolo della Regione, con i propri strumenti è determinante.

Il Progetto Pilota, promosso dalla Fondazione Sviluppo Urbano e reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Camera di Commercio di Firenze, intende sviluppare una collaborazione fattiva con le diverse realtà associative che insistono e svolgono la loro azione nel centro storico del Comune di Campi Bisenzio e individua nel Centro Commerciale Naturale “Fare Centro Insieme” il soggetto principale con il quale avviare una nuova esperienza aggregativa in stretta collaborazione con le istituzioni pubbliche comunali.

La realtà economica e sociale di Campi Bisenzio bene si addice alla realizzazione del Progetto poiché negli ultimi anni, per volontà degli stessi operatori del Centro Commerciale Naturale e della Amministrazione Comunale, si sono strutturati, sebbene in forme ancora non del tutto coordinate, rapporti stretti tra il CCN “Fare Centro Insieme”, il Comune e tutta una serie di istanze afferenti al mondo del volontariato e dell’associazionismo di base presenti sul territorio, in una logica di sempre più stretta collaborazione e di rete. Si aggiunga che la realtà commerciale campigiana, così come quella insediata nel territorio della Piana, ha, prima fra tutte, sottostato alla presenza di insediamenti di grande distribuzione organizzata, subendo processi di forte ristrutturazione dell’intero comparto distributivo. Le iniziative pubbliche e quelle associative intraprese hanno saputo limitare processi di desertificazione del tessuto commerciale che avrebbero minato alla base la tenuta stessa del tessuto sociale ed economico della comunità campigiana. Oggi occorre avviare una fase nuova, ulteriore, capace di superare contrapposizioni e di fare sistema, di fare rete tra istituzioni pubbliche e private.

Il progetto immagina un’evoluzione della forma associativa di operatori commerciali oggi esistente verso una forma organizzativa più forte, strutturata e responsabile che estenda la propria azione entro una visione più comprensiva dei vari problemi della città. Tuttavia il progetto non si limita a individuare azioni volte alla promozione del solo tessuto commerciale del centro storico, esso si pone l’obbiettivo di individuare modalità innovative di promozione coordinata di tutte le diverse realtà economiche e sociali che compongono il tessuto imprenditoriale e associativo del territorio comunale e che oggi svolgono, autonomamente, attività di promozione in modo non sufficientemente coordinato. Promuovere il centro della città, significa dunque promuovere, in questo caso, la città di Campi Bisenzio nel suo complesso e le sue diverse istanze: attività commerciali in sede fissa, imprese su area pubblica (mercato settimanale), strutture ricettive, associazioni culturali, sociali e di volontariato nelle loro diverse connotazioni. In altre parole, tutte le diverse forme di rappresentanza della comunità locale nelle quali si condensano tradizioni locali, esperienze, sensibilità, progetti, idee legate al territorio, proposte.

Il lavoro avviato punta al superamento di una visione di contrasto tra le diverse tipologie di distribuzione commerciale presenti nel centro, con l’obbiettivo di produrre logiche di integrazione equilibrata e coordinata attraverso strumenti di programmazione strategica territoriale che non attengono solo ed esclusivamente alle politiche del settore commerciale ma anche e soprattutto alle scelte politiche pubbliche: infrastrutture, pianificazione urbanistiche, dotazione e sistema della sosta, sistema residenziale, attività culturali e promozionali, ecc.

Un risultato positivo di questa sperimentazione nella città di Campi Bisenzio aprirà le porte alla diffusione e replicabilità del modello anche in altre realtà del territorio della Città Metropolitana di Firenze. L’idea dunque è quella di passare da una visione settoriale, che riguarda gli operatori commerciali, ad una visione d’insieme della città (o di parte di essa, in centro in questo caso) che si faccia carico della qualificazione e promozione di un’area urbana più ampia di cui le attività commerciali, in sede fissa e su area pubblica, costituiscono l’ossatura economica e sociale.

Il Progetto Pilota di Campi Bisenzio si articola su alcune direttrici, determinanti il successo e l’efficacia dei progetti di qualificazione urbana e commerciale:

  • iniziativa condivisa e congiunta tra i vari attori pubblici (Amministrazione Comunale) e privati che agiscono nel centro storico di Campi Bisenzio;
  • una visione strategica ed integrata, che comprenda i temi dell’accessibilità, della sosta, dell’immagine e della promozione;
  • agire verso la realizzazione di un soggetto unitario, organizzato e responsabile, giuridicamente riconosciuto che sia il referente di tutti i partecipanti all’iniziativa e anche per l’utenza: passaggio da Centro Commerciale Naturale a sistemi commerciali integrati, formali e funzionanti. Il progetto pilota prevede la sottoscrizione di uno Specifico Protocollo d’Intesa tra i vari attori coinvolti con impegni specifici nel medio-lungo periodo.
  • azioni di promozione e qualificazione dell’area urbana centrale: comprende azioni che deve svolgere l’ente pubblico, altre che devono fare le imprese (per le quali il Comune può agevolare le procedure e ricercare eventuali fonti di finanziamento), altre ancora che devono essere realizzate in collaborazione con i proprietari immobiliari e infine ci sono molte attività che devono essere fatte insieme, in una logica di collaborazione e di fiducia reciproca.

Nella cornice di un processo sperimentale il progetto punta, in fase preliminare, ad impostare un percorso di ascolto e coinvolgimento centrato su un approccio collaborativo che sappia mettere in rete e valorizzare le risorse più dinamiche del territorio per favorire processi di rigenerazione e valorizzazione dei centri urbani. Il percorso – focalizzato come esperimento pilota nel Comune di Campi Bisenzio – ha come obbiettivo principale la condivisione e sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa  che getta le basi per istituire un Soggetto Giuridico inclusivo di tutti gli attori rilevanti per la città (amministrazione comunale, associazionismo locale, comitati di cittadini, ecc.) che diverrà, in futuro, il vero attore per la realizzazione delle azioni principali del progetto. Preliminarmente alla stesura del Progetto Pilota, sono state approntate analisi ed approfondimenti dal Prof. Paolo Pecile (autore di diverse pubblicazioni e docente fino al 2010 di Sociologia Urbana presso la Facoltà di Architettura di Firenze e di antropologia culturale presso il Corso di Laurea in Disegno Industriale/Calenzano), dal Dr. Stefano Casini Benvenuti (Direttore IRPET) e dal Dr. Sergio Signanini nell’ambito dell’Area di ricerca Economia Pubblica e territorio dell’IRPET coordinata dalla Dr.ssa Patrizia Lattarulo.

Il Prof. Pecile, assieme al Dr. Francesco Berni (Architetto e Urbanista, con competenze in materia di Pianificazione territoriale, Urbanistica e Paesaggio presso la Regione Toscana) hanno analizzato le principali dinamiche sviluppatesi all’interno dei contesti urbani sia dal punto di vista sociale che economico, arrivando a presentare ipotesi di lavoro su cui sperimentare nuove esperienze. In particolare è stato rilevato come in diversi paesi europei analizzati le politiche locali leghino costantemente, seppur con diverse soluzioni e sfumature, il tema del commercio con le pratiche di rigenerazione urbana. Sì è giunti ad elaborare strumenti complessi sia per fornire un quadro conoscitivo esauriente ed aggiornato del commercio e delle sue trasformazioni che per tutelare il commercio all’interno di politiche di area vasta così da superare sterili forme di concorrenza tra comuni contermini.

L’Irpet ha concentrato la propria attenzione su quanto accaduto in realtà europee ed extraeuropee relativamente ai modelli di qualificazione, promozione e gestione dei centri urbani con particolare riferimento alle esigenze delle attività commerciali, evidenziando come, seppure in soluzioni diverse, un filo rosso leghi tutte le esperienze analizzate: la costituzione di forme di coordinamento e di partenariato tra soggetti pubblici e privati, che stabilmente e professionalmente si occupano di elaborare e realizzare politiche a favore del commercio urbano, considerato come elemento di qualità e vitalità del centro città. Il percorso iniziale per la realizzazione del Progetto Pilota si è invece articolato in tre fasi: una fase di mappatura e ascolto, che avrà lo scopo di attivare i diversi soggetti attivi sul territorio di Campi Bisenzio; una fase di coinvolgimento finalizzata alla discussione e definizione del protocollo d’intesa e una fase di restituzione pubblica dei contenuti del percorso avviato.

In una prima fase è stato istituito un Gruppo di Progetto ristretto, composto da alcuni attori del territorio. E’ seguita una fase di ascolto consistente in interviste ad attori individuati dalla cabina di regia. Le interviste sono state condotte con traccia aperta e hanno avuto la finalità da una parte di condividere in profondità gli obbiettivi del progetto e dall’altra di far emergere gli elementi di opportunità percepiti e le eventualità criticità. Al termine di questa fase è stato redatto un report in cui sono state messe in luce opportunità, eventuali timori, criticità da evitare e primi scenari strategici che potranno essere oggetto di successivo confronto. Successivamente la bozza di protocollo di intesa, integrata e/o affinata alla luce di quanto emerso dalle interviste è stata discussa nell’ambito di uno o più incontri strutturati, moderati da una facilitatrice professionista. Uno specifico professionista si è occupato della facilitazione e restituzione dei risultati. La fase di restituzione dei risultati è avvenuta nell’ambito di un convegno organizzato da Fondazione Sviluppo Urbano e Confesercenti Firenze. Questa parte è ben sintetizzata più avanti in una serie di schede sintetiche.

In conclusione, siamo fortemente convinti che il lavoro che presentiamo in questa pubblicazione rappresenti un primo decisivo passo verso una nuova stagione, entusiasmante e inedita, che può segnare una accelerazione delle dinamiche della riqualificazione urbana facendola divenire un fattore di sviluppo economico e sociale. Questo lavoro è solo l’inizio di un’avventura. Confidiamo che le analisi, gli spunti, le riflessioni che arriveranno in futuro possano divenire elementi sui quali costruire altrettante scelte politiche strategiche che le istituzioni sapranno mettere in campo, fin da subito, a sostegno dello sviluppo futuro delle nostre comunità locali.